Grimoldi GTO
Recensioni

Grimoldi GTO “Gran Tipo Ovale”, l’orologio ispirato alla Ferrari 250 GTO

Oggi vi voglio parlare di un orologio che non avrei mai creduto di amare. Un orologio diverso dai soliti. Un orologio che però, da vicino e soprattutto sul polso, fa battere il cuore e l’orgoglio italiano di chi realizza un prodotto non solo tecnologicamente avanzato, ma che può a tutti gli effetti essere considerato un piccolo ritrovato di tecnologia in formato tascabile.

Sono facile all’entusiasmo, è vero, ma quando mi sono recato nella gioielleria Grimoldi a Milano, mai avrei pensato di uscire per la prova che state per vedere con questo Grimoldi GTO, dove GTO sta per “Gran Tipo Ovale”, un orologio che omaggia un modello iconico per tutti gli amanti delle quattro ruote: la Ferrari 250 GTO appunto.

Giorgio Grimoldi, designer di casa Grimoldi e maestro non solo nel disegno e nella progettazione di orologi, ma anche di gioielli unici, fin da piccolo era innamorato di questo modello d’auto e quando ha potuto ha deciso, a suo modo, di rendere onore a questa passione trasformandola in qualcosa di diverso. Già perché accostando l’auto e l’orologio non avrete la sensazione che ci siano somiglianze, ed è qui che sta il genio di Giorgio. Le somiglianze infatti bisogna conoscerle, cercarle, come in una moderna caccia al tesoro dove tutti i componenti sono lì, davanti a voi, ma non riuscite a vederli.

Cominciamo dal corredo che racchiude già il prestigio di questo modello con una scatola molto importante e un libretto che contiene la garanzia che richiama i vecchi libretti per le auto, chi è della mia età o ancora più in là avrà sicuramente notato la somiglianza. Un look vintage che, a mio avviso, richiama proprio quella Milano da bere che ormai è solo un lontano ricordo. Il tutto, non è banale dirlo, in pelle, così come la valigetta che può diventare un ottimo accessorio o semplicemente aiutarvi a trasportare l’orologio durante i vostri viaggi.

Dentro possiamo ammirare il design dell’orologio. La prima somiglianza con la Ferrari GTO è nel cinturino che, come vedete, richiama la classica pelle trapuntata che riveste i sediolini delle auto sportive. Questa colorazione grigia con il retro color porpora, trovo che rifletta splendidamente proprio questo richiamo. Non solo. La fibia ad ardiglione celebra invece il circuito di Monza.

Altra cosa che non può passare inosservata è la curvatura dell’orologio con un vetro in zaffiro che dire bombato è un diminutivo visto che diventa una vera e propria curva insieme al cinturino che già dimostra il grande sforzo tecnico per realizzare questo segnatempo. Non solo. Ci sono ben 4 strati di trattamento antiriflesso che aiutano ad apprezzarlo in tantissime condizioni, ma data la curvatura non è insolito vedere dei riflessi sul vetro come noterete anche dalle riprese realizzate.

Ad un primo sguardo non è facile capire e ammirare qual è la complessità che c’è dietro, ma iniziando a guardarlo da più vicino ed utilizzando le macro, si inizia a vedere al di là della semplice facciata.

Il quadrante, complesso, nasconde un movimento ETA 2824 perché, seppur vero che tutto l’orologio è stato assemblato con cura in Italia come ricorda il fondello e il tricolore trapuntato sul cinturino, il cuore di ogni orologio di valore non può che battere oltralpe fatta eccezione ovviamente per alcuni capolavori d’Oriente.

Non amo gli scheletrati ma questo modello riesce ad andare oltre la semplice esibizione di un movimento. Non è un caso che la maggior parte dei richiami alla Ferrari GTO siano proprio in questa componente dell’orologio. Gli indici a ore 12 e a ore 6 hanno una flessione che richiama quella dello spoiler della GTO. Le sfere dei secondi richiamano il volante, mentre per quella dei minuti e delle ore sono le cinghie di distribuzione il richiamo.

La cassa ha un design unico, completamente lucida e con dei balzelli morbidi che accompagnano la curvatura. Voi avete mai visto una cassa così particolare? Può piacere o non piacere ma lo sforzo tecnico e produttivo di questo orologio sono innegabili.

La corona a pressione ripoduce quelli che sono i gallettoni per fissare i cerchi della GTO ed è davvero da sola una piccola opera, avete mai visto corone realizzate così?

La notte non è sicuramente il momento migliore per apprezzare questo segnatempo. La pasta luminescente che è stata scelta, ovvero la Superluminova, non ha una durata molto elevata e permette la lettura solo per poco tempo. Interessante vedere che anche gli indici sono ricoperti dalla pasta anche se, ad una semplice vista, non si nota. Merito dell’utilizzo di una pasta più scura che però, come visto, perde un po’ della sua potenza. Indici che richiamano quello che è il pomello del cambio dell’auto di Maranello.

Le anse non ci sono e la cassa, grazie alla sua forma a onda, avvolge il polso senza farne sentire il peso di una misura verticale di 57,8mm e di uno spessore che al suo zenith raggiunge i 18,4mm. Cassa che nell’attaccatura del cinturino richiama le prese d’aria della Ferrari ma che allo stesso tempo possono rendere un po’ complicata la loro sostituzione. Visto la qualità e il principio sopra descritto, ritengo che sia davvero un peccato pensare di cambiarlo. Considerando questa una piccola opera d’arte, ogni sua componente ha un posto che non può essere cambiato o ne perderebbe parte del senso e del suo valore. Una complessità così si riflette nel suo prezzo di listino, 2300 euro. Come detto però all’inizio del video per tutti gli amici del canale è previsto un trattamento speciale quindi non siate timidi per chiedere altre informazioni.

Io, devo dirlo, sono rimasto davvero colpito da questo orologio e doversene separare ahimè è stata più dura di quanto credessi…

Ciao! Mi chiamo Pietro Pannone e sono un amante del mondo dell’orologeria. Ho cominciato, come tanti, guidato dalla voglia di fare e di comprare tanti segna tempo per poi arrivare oggi ad una consapevolezza personale di cosa voglio sul polso. Qualità, movimenti interessanti ma senza disdegnare i quarzi, brand con storia o anche micro brand che hanno voglia di rinnovare e innovare il mondo dell’orologeria. Questo sono io e spero che vogliate seguire i miei post e le mie condivisioni social su questo mondo che tanto amo! Da questa passione nasce quindi “Ghiera”, un piccolo magazine che vuole raccontare questo mondo.

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