tudor hydronaut
Recensioni

Tudor Hydronaut: storia e recensione del diver

La storia della linea Tudor Hydronaut è iniziata alla fine degli anni ’90 con l’introduzione dell’Hydronaut I. L’Hydronaut II, suo diretto successero, arrivò sul mercato circa un decennio dopo: nel 2009. Con buona pace di chi crede che ogni progetto che arriva da casa Rolex/Tudor sia destinato a un sicuro successo, l’Hydronaut II non ha avuto grande seguito e per questo la sua produzione è stata interrotta e non è più possibile reperire questa referenza se non come secondo polso o, come ho avuto la fortuna io, di trovarlo come fondo di magazzino in un concessionario.

Devo dirlo e devo raccontarvi un pezzetto in più di storia per quanto riguarda questo orologio. L’ho acquistato dopo un cambio di lavoro per me particolarmente felice e quindi rappresenta per me non solo uno dei primi orologi importanti acquistati, ma anche quel preciso momento. E ancora per raccontarvi sempre come l’ho acquistato, vi basti sapere che ero entrato in gioielleria avendo in testa un Hamilton o qualche altro marchio di questo tipo, ma è stato il commesso a propormi questa referenza che, complice il color arancione probabilmente, è rimasta per molto tempo invenduta. E qui, prima di addentrarci nella vera e propria recensione, vi dico che sono rimasto all’interno del negozio per molto tempo perché da una parte ero ingolosito dalla possibilità di portarmi a casa un diver di casa Tudor a € 1800, ma dall’altra parte il colore molto audace non mi convinceva del tutto. Ora che è con me da qualche anno devo dire che i dubbi non solo sono svaniti da tempo ma mi hanno dato l’opportunità di avere in collezione un colore diverso dai soliti blu e nero che predominano quasi tutte le collezioni di noi appassionati.

Iniziamo a fare sul serio e iniziamo quindi la vera e proprio analisi dell’orologio referenza 89190 partendo dal corredo.  Sulla scatola aleggia lo scudo Tudor all’interno della quale troviamo un libretto di istruzioni, un piccolo catalogo Tudor e la garanzia che, da sola, vale il prezzo del biglietto. Non ci si sofferma mai su certi dettagli ma trovo che siano una parte importante per comporre e dare al pubblico un po’ di esclusività anche con un pezzo di carta, perché no. La scatola contiene poi il cuscinetto che protegge l’orologio e, nel mio caso, la maglia che mi è stata tolta per avere l’orologio a misura. Mettendolo subito al polso potete ammirare la grande vestibilità dell’orologio che grazie a misure ad un diametro di 41mm per 47mm ed uno spessore di 11mm, risulta essere perfetto per qualsiasi tipo di polso. Da notare inoltre anche la qualità del bracciale, che poi vedremo più nel dettaglio, che offre la possibilità di allargarsi rapidamente per poter indossare l’orologio sopra la muta in poco tempo. Già perché sin dal nome “hydronaut” ovvero idronauta, sappiamo che siamo di fronte ad un orologio pronto ad operare sott’acqua. Il termine “idronauta” infatti significa “persona addestrata a operare in profondità” che per la precisione in questo caso sono 200m o 660 piedi come viene riportato nella seconda metà del quadrante insieme al nome del modello “Hydronaut”. Nella parte invece alta del quadrante troviamo lo scudo Tudor con il nome della linea “Prince date” che hanno avuto tra le referenza più importanti il 79260, cronografi che omaggiano il fratello Daytona di casa Rolex. Torniamo a noi. Gli indici presenti sul quadrante sono applicati e la precisione con cui sono posizionati così come la qualità delle sfere, sono a prova di qualsiasi macro. Sfere in questo caso che ricordano quelle a spada ma per quanto riguarda quelle delle ore siamo più vicine ad un freccione. Certo è che a colpo d’occhio mi fanno ricordare quelle del Seamaster, solo a me? A completare il quadrante abbiamo infine la solita scritta swiss made a ore 6 ed un cerchio che delimita sul quadrante la sezione degli indici con quella centrale delle sfere. Da notare la presenza della lente Cyclope sul vetro zaffiro con trattamento anti riflesso, molto cara a Rolex, che deve il suo nome al gigante con un occhio solo della mitologia greca. Lo sapevate? Permette di ingrandire di due volte e mezza l’indicazione della data per una maggiore comodità di lettura. Può piacere o meno ma io la trovo sempre un bel vedere.

Passiamo alla ghiera. Unidirezionale, 120 scatti, solida, presenta non solo la classica stampa dei minuti da utilizzare per il conteggio del tempo durante l’immersione, ma è interessante notare che ospita anche per il primo quarto d’ora di immersione anche una scala con una striscia continua in crescendo che scorre per i primi 15 minuti dell’immersione. Non manca il dot ben installato che, come giusto che sia, è luminoso. La luminosità è ottima e già al primo crepuscolo entra in azione per agevolare la lettura dell’ora sul quadrante. Tutte le sfere, compresa quella dei secondi, è ben illuminata e con un’ottima durata nel tempo, nulla da dire.

La corona, a vite, è ben solida e di facile estrazione per regolare l’ora o il giorno dell’orologio. Impreziosita anche qui con lo scudo Tudor in rilievo. Scudo che ritroviamo anche sul fondello molto semplice e con poche lavorazioni, come da tradizione sulle casse Oyster di casa Rolex, insieme alle scritte “Geneva” “Tudor” e “Prince”.

La carrure è articolata e ha delle linee tutt’altro che banali o già viste. Offre una satinatura fine sui lati che si alterna con una parte lucida e poi di nuovo satinata. Alternanza di lavorazioni che possiamo ammirare anche sul bracciale a maglie piene con clasp lavorata dove ancora una volta lo scudo aleggia. La chiusura dell’orologio è lavorata, si tratta di lamierino inciso e impreziosito dalla scritta “Registered Siwss Made” e Tudor Watch co Geneva Switzerland. Come detto all’inizio del video, elemento estremamente positivo, è la presenza di una parte aggiuntiva sul bracciale che permette l’adattamento istantaneo in caso di muta. Anche questa componente è stata impreziosita con l’incisione Tudor.

Arriviamo al cuore dell’orologio prima di fare le conclusioni finali. Purtroppo il modello in questione monta un semplice ETA 2824-2 e non un movimento in house come è possibile trovare ora in tanti modelli Tudor.

In produzione dal 1982 l’eta 2824-2 un’evoluzione del 2824-1, che a sua volta sostituì il 2824. La famiglia d’appartenenza è la serie 2800, ed offre tutto ciò che può servire ad un segnatempo: 28.800 oscillazioni, 25 rubini, con sistema di protezione agli urti Incabloc, fermo-macchina e configurazione rapida della data.

Il rotore è centrale e carica in entrambe le direzioni tramite due ruote invertitrici.

Ciao! Mi chiamo Pietro Pannone e sono un amante del mondo dell’orologeria. Ho cominciato, come tanti, guidato dalla voglia di fare e di comprare tanti segna tempo per poi arrivare oggi ad una consapevolezza personale di cosa voglio sul polso. Qualità, movimenti interessanti ma senza disdegnare i quarzi, brand con storia o anche micro brand che hanno voglia di rinnovare e innovare il mondo dell’orologeria. Questo sono io e spero che vogliate seguire i miei post e le mie condivisioni social su questo mondo che tanto amo! Da questa passione nasce quindi “Ghiera”, un piccolo magazine che vuole raccontare questo mondo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *