Tecnico

Zodiac Astrographic SST: modello vintage e moderno a confronto

La storia della Zodiac parte nel 1882 grazie ad Ariste Calame che aprì il suo primo laboratorio a Le Locle, in Svizzera. All’inizio il nome originale della società portava il suo nome. Solo in un secondo tempo la ribattezzò Zodiac, ma il marchio non venne registrato prima del 1908.

Lo sapevate? L’attuale logo scelto dalla Maison, prende ispirazione da una firma di un serial killer che operava nel nord della California alla fine degli anni 60. Il serial killer usava firmare le sue lettere con la croce cerchiata che ritroviamo anche oggi sugli orologi.

Il sospettato Arthur Leigh Allen, indossava uno Zodiac Super Sea Wolf, che all’epoca era un famoso orologio utilizzato dalla US Navy Seal.

Era il 1972 quando Zodiac si presenta a Basilea con un orologio senza sfere. Si trattava dell’ Astrographic SST, un orologio che al posto delle lancette, aveva 3 dischi trasparenti sui quali vi erano disegnate le lancette di ore e minuti e per i secondi un puntino rosso.

SST stava a significare “Split Second Time”.

Dal 1° ottobre del 2001 la Fossil Inc acquista tutti i diritti mondiali per il marchio Zodiac per circa 4,7 milioni di Dollari, per l’uso esclusivo di tutti gli orologi e altri sistemi di cronometraggio.

La referenza esatta del modello che vi mostrerò oggi è Zodiac Astrographic Z06604. Iniziando a guardare il set con il quale viene venduto devo dire la verità che mi sarei aspettato un confezionamento più pregiato visto il prezzo di € 1209, ma devo dirlo che tutto ciò che non si vede nel packaging lo si può ammirare nelle rifiniture dell’orologio. Si tratta di un segnatempo dalle misure raffinate con una cassa che di fatto ha un ingombro di 38.7mm di larghezza e di 44.9 di altezza. Leggermente più grande certo rispetto al suo corrispettivo vintage che misura 35.4mm per 41.6mm ma che rispetta assolutamente l’idea di un orologio a tutti gli effetti contenuto. Fatta eccezione per l’altezza importante a causa dei 3 dischi di zaffiro che mostrano l’orologio, devo dire che l’indossabilità dell’orologio è perfetta per qualsiasi polso. Interessante l’attaccatura del cinturino che quasi scompare grazie alla presenza di un piccolo perno sotto la cassa che tiene saldamente un bracciale di pelle di ottima fattura così come le finiture sulla chiusura a farfalla assolutamente ben fatte come si può ammirare anche dal logo Zodiac riprodotto.

Il fondello a vista mostra il calibro STP 1-11, una sigla che si rifà al nome dell’azienda Swiss Technology Production, nata nel 2006 e che produce i calibri per tutto il gruppo Fossil ovvero ovviamente Zodiac ma anche ad esempio Armani che ha una linea Swiss Made di tutto rispetto per finiture e qualità. Il calibro ha 26 rubini, 28.800 alternanze e 44 ore di riserva di carica ed una bellezza che alla vista è di gran lunga superiore a quella di un qualsiasi ETA 2824-2 semplice, non trovate?

Sul fondello troviamo ovviamente incise le classiche caratteristiche dell’orologio oltre che il numero di serie e 4 viti che chiudono saldamento il tutto. Già perché non ve lo avevo detto? Si tratta di una referenza a numero limitato a 5000 pezzi.

La corona a vite, impreziosita anche qui dal logo, garantisce un grado di impermeabilità fino a 100m, il grado migliore per tenere un orologio sul polso tutti i giorni senza avere troppi timori. La cassa ha delle linee squadrate molto definite e paragonandolo al suo predecessore si vede come nel tempo si sia deciso di avere un prodotto leggermente più squadrato e dalle linee più definite rispetto a quelle più morbide e a cuscinetto dell’Astrographic degli anni 70. Anche l’incisione sul fronte degli orologi è diversa con il logo che appare ancora sul quadrante ma in modo più discreto così come le sfere che sono sì ben visibili ma meno ingombranti rispetto alla prima edizione.

Sull’astrographic moderno notiamo inoltre il nome del brand sul fondello applicato che risalta molto bene soprattutto nei giochi di luce e una scala interna che riporta il conteggio dei minuti di 5 in 5. Lo Zodic Astrographic vintage invece ha un quadrante più semplice con dettagli tutti stampati come era più comune vedere ai tempi e una finestrella data a ore 12, sicuramente poco comune. Non a caso nella versione moderna si è optato per riportarla a ore 6 come siamo più abituati a vedere insieme alla canonica posizione a ore 3.

La prova al buio l’ho potuta fare solo con il nuovo Astrographic e devo dire che è assolutamente soddisfacente, ottima direi, visto che non siamo di fronti ad un diver perché chiedere di più?

Ciao! Mi chiamo Pietro Pannone e sono un amante del mondo dell’orologeria. Ho cominciato, come tanti, guidato dalla voglia di fare e di comprare tanti segna tempo per poi arrivare oggi ad una consapevolezza personale di cosa voglio sul polso. Qualità, movimenti interessanti ma senza disdegnare i quarzi, brand con storia o anche micro brand che hanno voglia di rinnovare e innovare il mondo dell’orologeria. Questo sono io e spero che vogliate seguire i miei post e le mie condivisioni social su questo mondo che tanto amo! Da questa passione nasce quindi “Ghiera”, un piccolo magazine che vuole raccontare questo mondo.

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