Tecnico

Intervista a Rick Marei, l’uomo dietro ad Aquastar, Doxa, Aquadive e non solo

Marei, che aveva trascorso i primi dieci anni della sua carriera lavorando per Microsoft, incassò le sue stock option e si offrì di acquistare 1.000 unità da rivendere se Doxa avesse rifatto il SUB 300T. Dopo tre anni di trattative, l’azienda finalmente lo fece e Marei continuò a guidare l’azienda verso un nuovo successo grazie all’e-commerce.

Grazie per aver accettato questa intervista nonostante la tua fitta agenda. Possiamo dire che sei a tutti gli effetti l’ideatore del mondo dei microbrand che conosciamo oggi? Doxa infatti è rinata grazie a te e alla tua intuizione di utilizzare l’ecommerce per vendere orologi puoi raccontarci come è nata questa brillante intuizione?

Grazie per avermi invitato, sono un fan della tua rivista da decenni. Sono felice di rilasciare questa intervista alla più grande pubblicazione italiana di orologi, poiché ritengo che il nostro lavoro in termini di storia, design e qualità si allinei molto bene con il gusto orologiero italiano di oggi.
Sì, è vero che i microbrand di orologi non esistevano quando ho iniziato il mio primo progetto con DOXA nel 1999, ma non posso rivendicare questo privilegio per me stesso, poiché già da diversi anni prima c’era stata una tendenza dei microbrand ad apparire e ad avere successo in altri settori. Ho iniziato. Credevo fermamente che questo potesse funzionare nel settore dell’orologeria e con molta passione, determinazione, molte notti insonni e un po’ di fortuna, è stata aperta la strada a ciò che è diventato oggi il business degli orologi online.
All’inizio degli anni ’90, da giovane collezionista di orologi, mi resi presto conto che gli orologi ricercati erano solo una questione di complicazioni, valore e prestigio e la maggior parte di questi pezzi erano fuori dalla mia portata. Ecco perché ho rivolto la mia attenzione a design audaci e quadranti colorati. Ho iniziato a cercare gemme nascoste e con il mio background informatico ho trascorso gran parte del mio tempo libero cercando e acquistando orologi vintage online. I miei primi acquisti che considero ancora i miei pezzi preferiti sono stati il DOXA SUB arancione e l’Aquastar Benthos 500. Non sapevo che un giorno avrei lavorato, e tanto meno avrei avuto l’opportunità di gestire quelle aziende.

Man mano che la mia collezione si sviluppava, ho iniziato a vendere alcuni pezzi per acquisire pezzi ancora più ricercati. Durante questo periodo ho appreso che i collezionisti di tutto il mondo, me compreso, acquistavano online a scatola chiusa. Ciò ha suscitato la domanda “perché non dovrebbero acquistare nuovi pezzi da un marchio indipendente?” Ho contattato diversi marchi di orologi svizzeri suggerendo la mia idea e proponendo piani aziendali per offrire i loro orologi online. Dopo 3 anni e molti “No, grazie” DOXA è stato il marchio che ha visto l’opportunità, e il resto è storia.
24 anni dopo, oggi nel settore ci sono più micromarchi di orologi che i tradizionali marchi svizzeri e giapponesi.

Qual è l’elenco dei marchi che oggi la vostra azienda Synchron gestisce ogni giorno? Ricordiamo infatti che è sotto Synchron che troviamo marchi come il rinato Aquastar, ISOfrane, lo stesso Synchron con i suoi segnatempo, Aquadive… Stiamo dimenticando qualcosa o potete anticiparci qualche progetto per il futuro?
Il gruppo Synchron comprende Aquastar, orologi Synchron, Aquadive, ISOfrane e cinturini Tropic. I marchi hanno una ricca storia e grandi modelli iconici. Sento che riportare in vita quei marchi è diventato il compito di una vita. Spero di poter continuare ciò che quelle grandi menti creative hanno iniziato allora.

La tendenza a partire da modelli e design del passato con la tecnologia di oggi è ormai dilagante non solo tra i microbrand ma anche tra i macro: cosa pensa che abbiano quei modelli del passato che tutti gli appassionati di oggi cercano ancora?
Penso che questa tendenza continuerà finché esisteranno gli orologi da polso meccanici. La forza trainante di questa tendenza sono i sentimenti e le emozioni dei collezionisti di orologi. Le cose che abbiamo visto che ci ricordano la nostra infanzia o giovinezza sono solitamente associate a sentimenti positivi.

Prezzi sempre più alti, aumento dei marchi: qual è la sfida che i brand di orologi dovrebbero aspettarsi e affrontare nel prossimo futuro secondo te?

Non vedo una vera sfida, infatti la diversità è una chiave per il successo nel settore dell’orologeria e, con l’aumento dei prezzi, ciò farà spazio alla comparsa di nuovi marchi più piccoli. È molto importante però che ogni pezzo offra un valore al suo acquirente e che i prezzi siano giustificati perché non mi è mai piaciuta l’idea che seguono alcuni marchi, cioè che il lusso non può essere abbastanza costoso.

Qual è la formula magica che credi di avere per riportare alla luce e soprattutto al successo brand del passato e non solo?

Come forse saprai, sono un appassionato collezionista di orologi e vedo quei pochi centimetri quadrati come un capolavoro d’arte, di ingegneria. Design e funzionalità.
Creo solo orologi che collezionerei personalmente e questo è il segreto dietro ogni nuovo modello su cui ho lavorato dal 1999. Ogni volta, mi sono chiesto, come collezionista di orologi subacquei, quale sia un pezzo che ancora manca nella mia collezione e ho pensato che iniziando a lavorarci, a quanto pare migliaia di appassionati di orologi in tutto il mondo sono in sintonia con le mie idee e la pensano allo stesso modo.

Da appassionato e collezionista che sappiamo che sei, quali sono i pezzi che hai attualmente nella tua collezione che sono più preziosi per te?

Non solo per il valore collezionistico ma anche solo per qualche legame speciale che ti lega a loro. Colleziono solo orologi subacquei e il mio pezzo preferito è un orologio indossato dal capitano Jacque Cousteau in persona.

Ciao! Mi chiamo Pietro Pannone e sono un amante del mondo dell’orologeria. Ho cominciato, come tanti, guidato dalla voglia di fare e di comprare tanti segna tempo per poi arrivare oggi ad una consapevolezza personale di cosa voglio sul polso. Qualità, movimenti interessanti ma senza disdegnare i quarzi, brand con storia o anche micro brand che hanno voglia di rinnovare e innovare il mondo dell’orologeria. Questo sono io e spero che vogliate seguire i miei post e le mie condivisioni social su questo mondo che tanto amo! Da questa passione nasce quindi “Ghiera”, un piccolo magazine che vuole raccontare questo mondo.

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