Tecnico

50 anni tutti sentiti per il Citizen EcoDrive

Spesso si usa la frase “50 anni e non sentirli” per dire di qualcuno che porta bene la sua età. Nel caso del Citizen EcoDrive, movimento nato nel lontano 1976, mi sento di differire da questa definizione perché, sentendo l’incedere del tempo, si è arrivati oggi ad una tecnologia che non ha eguali nel settore. Proprio grazie a tanti modelli che hanno scandito questo mezzo secolo di storia, che oggi Citizen può realizzare un orologio incentrato sul design e non più sulla tecnologia.



Innovazioni come movimenti più sottili di 1mm, quadranti in grado di catturare la luce solare senza per questo dover sfoggiare celle dedicate sul quadrante, hanno portato oggi alla nascita di un modello in edizione limitata che celebra questo compleanno così importante per la marca.
Citizen Eco-Drive compie 50 anni: il nuovo PHOTON celebra mezzo secolo di luce

E così, cinquanta primavere dopo il Crystron Solar Cell del 1976, Citizen celebra una delle tecnologie più importanti della propria storia con Eco-Drive PHOTON, un’edizione limitata che porta all’estremo il rapporto tra luce, energia e design.

Nel 1976 Citizen presentava infatti il Crystron Solar Cell, primo orologio da polso analogico al mondo alimentato dalla luce. Ora quella tecnologia è diventata uno dei pilastri della produzione della manifattura giapponese e per celebrarne l’anniversario Citizen ha scelto l’Italia, riunendo stampa, creator e rivenditori alla Fondazione Bisazza di Montecchio Maggiore per ripercorrere mezzo secolo di evoluzione attraverso cinquanta orologi.

A chiudere simbolicamente il percorso c’è però un modello completamente nuovo: Citizen Eco-Drive PHOTON, sviluppato appositamente per il cinquantesimo anniversario e realizzato in due versioni.

Da Crystron a Eco-Drive

La storia in realtà inizia qualche anno prima del 1976. Citizen deposita già nel marzo del 1973 una domanda di brevetto per un orologio da polso alimentato dalla luce. Il primo prototipo funzionante arriva l’anno successivo: quattro minuti di esposizione diretta al sole erano sufficienti per garantire un giorno di autonomia, ma le prestazioni con la luce degli interni non erano ancora sufficienti per pensare a una commercializzazione.

Il salto arriva nel settembre del 1976 con il Crystron Solar Cell, riconoscibile per le otto celle di silicio monocristallino visibili al centro del quadrante. Dieci minuti di luce solare garantivano circa un giorno di funzionamento.

È interessante ricordare che il nome Eco-Drive arriverà solamente nel 1994. Proprio negli anni Novanta l’evoluzione dei calibri permette inoltre di nascondere la cella fotovoltaica sotto il quadrante, eliminando progressivamente uno dei principali vincoli estetici degli orologi alimentati dalla luce.

Ed è probabilmente qui che si comprende meglio il nuovo PHOTON.

All’origine della tecnologia circa l’80% della luce doveva attraversare il quadrante per riuscire ad alimentare il movimento. Oggi Citizen è arrivata a realizzare modelli capaci di funzionare con una trasmissione luminosa inferiore al 15%. Significa poter utilizzare materiali e lavorazioni che qualche decennio fa sarebbero stati semplicemente incompatibili con un orologio solare.

Citizen Eco-Drive PHOTON

Il nuovo Eco-Drive PHOTON nasce proprio per dimostrare fino a che punto sia arrivata questa evoluzione.

La cassa è realizzata in Super Titanium e presenta una forma ottagonale dagli angoli arrotondati, con un diametro di 39,6 mm e bracciale integrato. Il fondello riporta il logo dedicato ai cinquant’anni di Eco-Drive e il numero individuale dell’esemplare.

Saranno disponibili due referenze.

La BJ6560-53W è caratterizzata da una finitura argentata, elementi blu visibili attraverso il quadrante e lancetta dei secondi gialla.

La BJ6569-59X presenta invece un’estetica più scura, con trattamento Duratect DLC, dettagli giallo ambra e lancetta dei secondi viola.

Entrambe saranno prodotte in 5.000 esemplari ciascuna a livello mondiale.

Ma la vera particolarità del PHOTON è davanti agli occhi.

Un quadrante che gioca con la luce

Citizen ha realizzato per la prima volta un quadrante composto da due lamine metalliche fessurate sovrapposte, accompagnate da una copertura superiore anch’essa traforata.

Le fenditure della prima lamina richiamano le increspature concentriche dell’acqua; la seconda presenta lo stesso motivo ma viene ruotata rispetto alla prima. La loro sovrapposizione genera così un disegno simile a una frangia d’interferenza.

Al di sotto si trova una pellicola a colore strutturale. Non si tratta quindi di una normale verniciatura: la tonalità visibile nasce dalla riflessione e dall’interferenza della luce provocate dalle strutture microscopiche del materiale, cambiando aspetto a seconda dell’angolo da cui viene osservato l’orologio.

Una soluzione particolarmente interessante proprio perché il metallo, per sua natura, non lascia passare la luce.

Citizen ha quindi scelto volontariamente di complicarsi la vita: far funzionare un Eco-Drive dietro a un quadrante che limita fortemente l’energia disponibile alla cella fotovoltaica.

365 giorni con una carica

A rendere possibile l’intero progetto è il nuovo calibro E036, sviluppato specificamente per PHOTON.

Il movimento è talmente efficiente da poter funzionare per 365 giorni con una carica completa, anche senza ulteriore esposizione alla luce. È proprio questa riduzione del fabbisogno energetico ad aver permesso agli ingegneri Citizen di utilizzare la complessa costruzione metallica del quadrante.

In altre parole, PHOTON non celebra Eco-Drive semplicemente applicando un logo commemorativo a un modello esistente. Il suo stesso design sarebbe stato impossibile senza i cinquant’anni di sviluppo tecnologico che lo hanno preceduto.

Perché si chiama PHOTON?

Anche il nome non è casuale.

Il progetto nasce da un concorso interno indetto da Citizen per trovare un orologio capace di rappresentare simbolicamente i cinquant’anni di Eco-Drive. A vincere è stata la proposta del designer Shota Mimura, sviluppata internamente con il nome di Double Slit Concept.

Il riferimento è al celebre esperimento della doppia fenditura associato a Thomas Young, fondamentale nello studio della natura ondulatoria della luce. Il nome PHOTON richiama invece il fotone e quindi la natura particellare della luce.

Onde, particelle, fenditure e soprattutto energia: elementi che Citizen ha trasformato direttamente nell’estetica dell’orologio.

Cinquant’anni dopo

Negli ultimi cinquant’anni Eco-Drive è passato dalle celle fotovoltaiche ben visibili del Crystron alla possibilità di utilizzare madreperla, carta washi, finiture metalliche e materiali sempre meno trasparenti.

Nel 2018 Citizen è arrivata anche a una precisione dichiarata di un secondo all’anno con il calibro 0100, mentre nel 2023 ha introdotto Luna Program, primo orologio analogico alimentato dalla luce con funzione automatica delle fasi lunari.

PHOTON rappresenta quindi meno un esercizio nostalgico e più una fotografia di ciò che Eco-Drive è diventato dopo mezzo secolo.

Citizen non ha ancora indicato nella documentazione stampa fornita prezzo e disponibilità specifici per il mercato italiano; l’arrivo delle due referenze è previsto nell’autunno 2026.

Ciao! Mi chiamo Pietro Pannone e sono un amante del mondo dell’orologeria. Ho cominciato, come tanti, guidato dalla voglia di fare e di comprare tanti segna tempo per poi arrivare oggi ad una consapevolezza personale di cosa voglio sul polso. Qualità, movimenti interessanti ma senza disdegnare i quarzi, brand con storia o anche micro brand che hanno voglia di rinnovare e innovare il mondo dell’orologeria. Questo sono io e spero che vogliate seguire i miei post e le mie condivisioni social su questo mondo che tanto amo! Da questa passione nasce quindi “Ghiera”, un piccolo magazine che vuole raccontare questo mondo.

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