Hamilton khaki field
Recensioni

La storia della Hamilton e la recensione del Khaki Field

La Hamilton Watch Co. è stata fondata nel 1892 a Lancaster, città della Pennsylvania e iniziò la sua produzione di orologi da tasca che godettero fin da subito di una buona fama, fino a richiamare l’attenzione dalla prima compagnia ferroviaria statunitense per cui la Hamilton produsse il Broadway Limited, modello iconico della maison che divenne celebre con il nome di Watch of Railroad Accuracy (orologi di precisione ferroviaria) proprio per la fornitura alle prime compagnie di ferrovie americane che, adottando gli orologi della Hamilton, migliorarono la loro precisione e limitarono gli incidenti, molto frequenti all’epoca.

Ricordate? Anche la Ball Watch Company è una maison molto legata alle ferrovie americane.

Nel 1908 la Hamilton commercializzò il primo modello di orologio da tasca studiato per il pubblico femminile, il Lady Hamilton. Fino ad allora, le donne utilizzavano modelli maschili riadattati secondo il proprio gusto.

Durante la prima guerra mondiale, la Hamilton diventa fornitore ufficiale dell’Esercito degli Stati Uniti d’America. Grazie ad un orologio Hamilton, il Generale John Pershing organizzò gli spostamenti delle truppe americane, dando forza alla fama dell’Azienda.

Nel 1918 rifornì i piloti delle linee aeree postali da Washington a New York, nonché i fratelli Piccard nella loro escursione aerostatica ai confini della stratosfera e l’ammiraglio Richard Evelyn Byrd nella sua spedizione nell’Antartide.

Negli anni 20, la Hamilton assorbe una grande industria orologiera: la Illinois. Una Casa fondata nel 1870, a Springfield – sì proprio come quella dei Simpsons, che godeva della reputazione di essere la più grande fabbrica degli orologi più precisi d’America dell’800. Sfruttando la maggiore tecnologia della Illinois, la Hamilton vendeva orologi dal doppio marchio come linea di lusso. Sarà solo alla fine degli anni 50, il marchio Illinois venne abbandonato per motivi di ristrutturazione commerciale.

Tra il 1920 e il 1930, la Casa si cimentò a produrre orologi art déco, anticipando i tempi e le mode, con materiali all’avanguardia, segnando ancora la storia dell’orologeria, con modelli come il Coronado o lo Spur.

Nei primi anni trenta la Hamilton aprì una Scuola di Alta Orologeria; nasce il CALIBRO 982 e altri due modelli che hanno fatto epoca: il Duo Dial Seckron del 1936 e l’Otis del 1938.

Durante il periodo del secondo conflitto mondiale la Hamilton, non commercializzò più i suoi prodotti, in quanto la produzione fu esclusivamente dedicata alle forze armate, visto che fu nuovamente fornitore ufficiale dell’esercito americano. Personaggi militari di spicco come l’ammiraglio Byrd e il Generale John Pershing indossarono una versione dello storico modello Khaki, prodotto in 1 milione di esemplari; per la US Navy venne realizzato in 9.800 esemplari e consegnato prima del D-Day, il Marine Chronometer, considerato il miglior orologio mai prodotto in America.

Dopo gli anni bellici alcuni modelli di orologi vennero realizzati anche in varianti istituzionali per le principali compagnie aeree americane della quale la Hamilton divenne fornitore ufficiale: la TWA, la United Airlines, la Eastern, la Northwest Airlines.

Nel 1957, venne introdotto sul mercato il primo CALIBRO elettrico chiamato “500” che andò ad animare il famoso modello “Ventura“, dove i contenuti tecnici e stilistici, segnarono un’epoca. Il

Nel 1971 la Hamilton acquistò la Büren SA e, modificando il movimento 1281 a 30 rubini della stessa Buren, produsse il celebre movimento Intramatic, in seguito nuovamente modificato e prodotto ancora oggi.

Altri celebri personaggi che contribuirono al successo della maison furono il presidente degli Stati Uniti Gerald Ford che volle in regalo un modello Pulsar, Roger Moore nei panni di James Bond in Vivi e lascia morire e Stanley Kubrick, che nel film 2001 Odissea nello spazio, volle un orologio Hamilton fatto apposta per il film.

Nel corso degli anni ottanta del Novecento la Hamilton entrò a far parte del Gruppo SMH di proprietà della famiglia Hayek, che in seguito prese il nome dell’attuale colosso orologiero Swatch Group e che comprende anche altri prestigiosi marchi come Omega, Breguet, Rado, Tissot e Longines.

Tra i modelli più famosi di questa maison c’è sicuramente il Khaki che vedremo oggi nella sua versione con bracciale in acciaio e movimento automatico.

Iniziamo dall’esterno. Una semplice controscatola bianca protegge la scatola nera classica di casa Hamilton con il logo argentato. Una volta aperta abbiamo invece una piacevole scatola in legno che non equipaggia tutti gli orologi del brand. Ho infatti avuto ed ho altri modelli per i quali la scatola che contiene l’orologio è semplice cartone. Ovviamente non mancano garanzia internazionale e il libretto di istruzione. L’interno grigio della scatola, in simile pelle, protegge l’orologio che da subito, bisogna dirlo, colpisce. La prova al polso ci offre l’occasione di ammirare le sue misure. Diametro cassa di 38mm, distanza da ansa ad ansa di 47 e uno spessore di 10,8 mm che lo rendono perfetto per qualsiasi polso.

Osserviamo il quadrante che ad una prima occhiata può sembrare un po’ troppo affollato ma sena per questo pregiudicare la lettura dell’ora che è semplice ed immediata grazie a delle sfere a siringa corpose e i numeri arabi. Sulla parte più esterna del quadrante troviamo l’indicazione dei secondi mentre su quella più interna è possibile trovare anche l’indicazione oraria post meridiam con i numeri che vanno dal 13 alle 24, poggiati sopra ad un piccolo cerchio leggermente rialzato rispetto al resto del quadrante. Nella parte basse del quadrante troviamo il nome del modello “Khaki automatic” e più sotto ancora la scritta “Swiss made”.

Osservandolo in modalità notturna notiamo la presenza di pasta luminescente su gran parte dell’orologio il che lo rende estremamente leggibile anche in assenza di luce. Peccato che la permanenza di questa non è molto duratura o forte, ma se fossi trincerato in una foresta in attesa di un nemico, preferirei non leggere l’ora che rischiare di farmi vedere a causa dell’eccessiva luminosità del mio segnatempo…

La casella del giorno, completamente bianca, viene sottolineata ulteriormente con un piccolo riquadro bianco. La lunetta che protegge il vetro zaffiro senza trattamento anti riflesso è completamente lucida ed in generale le linee della carrure prediligono l’assenza di biselli di transizione. Nonostante questo non si trovano angoli aggressivi o fastidiosi ma una carrure dalle line eleganti, completamente satinata così come il resto dell’orologio.

La corona a vite, lucidata a specchio, è impreziosita con la H in rilievo di Hamilton, ed insieme al fondello anch’esso a vite, garantiscono un grado di impermeabilità fino a 100m e lo rendono a mio avviso non solo uno dei migliori field watch in circolazione visto il rapporto qualità prezzo senza dubbio eccezionale e una storia del brand notevole, ma allo stesso modo lo rendono un everyday watch interessante per chi non deve indossare abiti eccessivamente eleganti durante la giornata.

Il bracciale è in acciaio inox 316l, a maglie e finali pieni è molto comodo e ben fatto, si slaccia rapidamente, non è eccessivamente pesante e i due pulsanti vicino alla clasp aiutano la sua rimozione. Clasp che purtroppo è però lucida ed è anche una delle parti più delicate di un orologio, avrei preferito una lavorazione satinata che mitigasse i graffi del tempo. Come si può vedere, l’unica nota che impreziosisce la chiusura a farfalla è la scritta Hamilton.

Da notare la presenza di un fondello a vista che ci regala la possibilità di ammirare un H10 figlio diretto dell’ETA 2824 di cui mantiene la maggior parte delle caratteristiche fatta eccezione per la riserva di carica che in questo caso è stata portata a 80 ore.

Ciao! Mi chiamo Pietro Pannone e sono un amante del mondo dell’orologeria. Ho cominciato, come tanti, guidato dalla voglia di fare e di comprare tanti segna tempo per poi arrivare oggi ad una consapevolezza personale di cosa voglio sul polso. Qualità, movimenti interessanti ma senza disdegnare i quarzi, brand con storia o anche micro brand che hanno voglia di rinnovare e innovare il mondo dell’orologeria. Questo sono io e spero che vogliate seguire i miei post e le mie condivisioni social su questo mondo che tanto amo! Da questa passione nasce quindi “Ghiera”, un piccolo magazine che vuole raccontare questo mondo.

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