Recensioni

La storia della Ball Watch Company e recensione del Ball Fireman Glory

BALL Watch Company SA è una società di orologi americana con sede a La Chaux-de-Fonds, Svizzera. Fu fondata nel 1891 da Webb C. Ball a Cleveland, Ohio, ed è legata alla storia della ferrovia americana. Bisogna però sottolineare che attualmente il marchio è però di proprietà del gruppo di Hong Kong Asia Commercial Holdings Ltd.

Questo marchio è comunque per diversi motivi una eccellenza che non potevo non avere in collezione, a partire dalla sua storia per arrivare, e lo vedremo dopo, alle caratteristiche dell’orologio che ho scelto.

Cominciamo dalla storia purtroppo tragica che ha dato i natali al brand.

Prima dello sviluppo delle ferrovie negli Stati Uniti, non era necessaria una standardizzazione del tempo o una reale precisione nel cronometraggio. Ogni città ha mantenuto la propria ora locale, in base alla posizione del sole. Quando i treni iniziarono a collegare però città lontane, divenne problematico e difficile evitare le collisioni. Inoltre, non c’erano politiche o standard per gli orologi usati dai dipendenti delle ferrovie.

A causa di tutto questo, il 19 aprile 1891, una collisione frontale tra due treni a Kipton, nell’Ohio, causò diverse morti con la necessità di cambiare lo status quo per sempre. Pensate: all’epoca, i treni usavano gli stessi binari in direzioni opposte e dovevano incrociarsi in determinati punti di attraversamento. Quel giorno uno degli orologi dei conduttori si fermò per quattro minuti, provocando la fatale collisione.

Per rendere così i viaggi in treno più sicuri per i viaggiatori e i dipendenti delle ferrovie, Webb C. Ball fu designato “Chief Time Inspector” istituendo test e standard per tutti gli orologi utilizzati sui treni. I criteri di Ball per l’accuratezza e l’affidabilità erano così rigidi che in seguito hanno ispirato altri come lo Swiss Official Testing Institute (COSC) che forse molti di voi hanno già avuto modo di sentire.

Quello istituito da Webb C. Ball fu chiamato RR standard, dove RR sta per Rail Road che permetteva di garantire un’elevata precisione e una lettura perfetta a tutti i dipendenti delle ferrovie. Pensate: creò addirittura il BALL Time Service, un servizio post-vendita a cui ogni dipendente delle rotaie doveva portare l’orologio ogni due settimane per assicurarsi che la precisione e l’affidabilità dell’orologio fossero massime.

Ma quali sono quindi le caratteristiche per ottenere la certificazione RR Standard? Ve le riporto solo alcune visto che la maggior parte di queste, ovviamente, riguardano gli orologi da taschino:

– Quadrante bianco semplice, lancette nere in grassetto e numeri arabi

– Albero di carica a ore 12

– Movimento con minimo 17 rubini

– Regolato ad almeno 5 posizioni

– In grado di mantenere il tempo anche a temperature da 40 a 95 gradi Fahrenheit (ovvero da 4 a 35 gradi centigradi)

E infine, ma forse cosa ancora più importante, precisione con un guadagno o una perdita di massimo 30 secondi a settimana…

Arriviamo ora al mio ultimo acquisto, il Ball Fireman Glory referenza NM2188C-S3-BK. Per prima cosa, ve lo devo confessare, per quanto mi sforzi ad avere in testa la mia idea di collezione, di fronte ad una buona occasione che mi ingolosisce non so resistere e questo è il motivo per cui principalmente mi sono lanciato, ho premuto il grilletto e l’ho acquistato. L’orologio l’ho acquistato su Ashford.com e al momento è esaurito complice anche il prezzo a cui l’ho acquistato: 630 euro compresi dazi e spedizione. E devo dirlo, un rapporto qualità prezzo così non l’ho mai avuto su nessun segnatempo indossato. La qualità percepita è infatti quella di un orologio che costa almeno il doppio, se non di più ed averlo sul polso è davvero emozionante anche se, come qualsiasi orologio, anche il mio Ball Fireman Glory non è esente da difetti che poi vedremo.

La collezione Fireman, che in italiano vuol dire “Vigile del fuoco”, rappresenta per il marchio orologi rubist, dal desgin semplice, che portano la praticità che era necessaria per le ferrovie nell’orologeria contemporanea.

L’orologio misura 40 mm, è spesso 11,2m con distanza da ansa ad ansa di 48,5 e anse da 20. Misure perfette per un orologio così che a mio avviso può diventare un every day watch senza davvero timore: un bel bracciale in pelle per le occasioni formali e l’orologio è pronto per fare bella figura anche come dress watch.

Complici anche le sfere dauphine che sono da sempre sinonimo di eleganza e un quadrante nero profondo, non lo disdegno infatti nemmeno in versione con bracciale. Ma l’eleganza assoluta e allo stesso tempo la cosa che mi ha fatto innamorare di questo orologio è la sfera dei secondi. Un rosso acceso laccato che spicca sullo sfondo e che attira la mia attenzione ogni volta che lo osservo. E come se non bastasse il contrappeso della sfera che mostra la doppia RR simbolo del marchio lo rendono davvero un oggetto unico e originale.

Restando sul quadrante notiamo uno dei primi difetti per me: la finestra data in posizione intermedia tra le ore 4 e 5 toglie la simmetria del quadrante. Così come aver deciso di averla in bianco a mio avviso diventa una macchia di colore sul quadrante che, da una parte rende la leggibilità della data ottima, ma dall’altra il quadrante un po’ più impoverito.

Restando sul quadrante notiamo il motivo principale che mi ha spinto, oltre al prezzo e alla storia del marchio, di acquistare questo Ball Fireman: la presenza di microtubi che contengono trizio ad illuminare gli indici. Fattore sottolineato dalla presenza della T che precede il classico “Swiss Made” sul quadrante. Cosa vuol dire? Vuol dire che rispetto alle normali paste luminescenti utilizzate per far brillare i nostri orologi di notte, in questo caso è stata scelta una tecnologia che ha persistenza incredibile e che non ha bisogno di ricevere luce per illuminarsi anche tutta la notte.

Offrono una luminosità più alta e molto più resistente, un’intensità 100 volte superiore a quella delle tradizionali vernici luminescenti, e che può durare fino a 25 anni. Cosa succederà poi? Occorrerà sostituire il quadrante per avere nuovamente la stessa luminosità.

Una cosa che non mi fa impazzire ma che è una scelta comune per tanti modelli Ball, è l’utilizzo anche di colori differenti. Per me che amo la simmetria vedere tutti gli indici arancioni mentre l’indice a ore 12 verde è una scelta che non amo. C’è da dire che ci sono altri fratelli di questo modello che hanno ancora più colori, mi devo ritenere fortunato…

All’inizio non apprezzavo nemmeno molto la presenza così ingombrante degli indici che riempiono davvero molto il quadrante, poi non solo ci ho fatto l’abitudine ma li ritengo un tratto distintivo dell’orologio che lo rende unico.

Restando ancora sul quadrante avrete notato che la c’è molto spazio tra il vetro zaffiro, con trattamento antiriflesso, ed il quadrante. Oltre a donare una profondità all’orologio pazzesca che fa venire voglia di tuffarsi al suo interno, credo che dal punto di vista tecnico questa sia necessaria a causa dei microtubi a gas. Se non fosse così e qualcuno sa dirmi se non è solo un motivo estetico me lo dica nei commenti per farmi imparare qualcosa in più sul mio oorlogio.

La corona è importante e qualcuno di voi mi ha fatto notare già nel video di unboxing che sembra essere troppo grande. Confrontandola però con il mio Hamilton Khaki Field devo dire che entrambe hanno quasi la stessa dimensione, considerando che la cassa dell’Hamilton per giunta è di 2 mm più contenuta del mio Ball. Questa, insieme al fondello a vite, garantisce un grado di impermeabilità fino a 100m. Cosa vuol dire? Che ci si può nuotare ma che è meglio non tuffarci con il Ball al polso. Il logo in rilievo la impreziosiscono ancora di più rendendola davvero molto bello.

La linea della carrure è molto curata ed elegante, dove si alternano sull’acciaio 316l, lavorazioni a specchio e satinate in modo molto equilibrato. Le anse sembrano proprio applicate e quindi immagino che la carrure non sia stata lavorata in un solo pezzo ma anche questo è solo una mia sensazione, potrei sbagliarmi. Il bisello che accompagna la parte superiore con quella laterale dell’ansa è a specchio, mentre queste due sono satinate, il che crea un piacevole gioco di luci ed ombre che mi piace parecchio.

Il bracciale ha una qualità eccezionale. Maglie e finali pieni, insieme ad una chiusura a farfalla elegante ma che allo stesso tempo in certe condizioni è difficile anche da slacciare non avendo alette o altro che ne supportino la rimozione rapida. Le maglie a vite e una trama dal bracciale diversa da quelle a cui siamo abituati di solito, con alternanza anche qui di satinato e lucido, sono comunque estremamente gradevoli alla lista. Sulla chiusura c’è inciso il nome “Ball”. In alcuni modelli della maison questo è invece sostituito da una chiusura dove viene riportata la doppia “RR” all’interno di un cerchio. Avrei preferito questa seconda opzione ma tant’è…

Il fondello riporta le principali caratteristiche dell’orologio oltre che l’immagine di un treno che subito riporta l’immaginario alla nascita del brand e al suo connubio con il mondo delle ferrovie. Devo dire che anche il fondello lo trovo davvero splendido, nulla da dire.

Avete notato la scritta: shock resistant? Beh pensate: ogni orologio BALL è sottoposto a rigorose procedure di test per verificare la sua impeccabile resistenza agli urti. Il test viene condotto secondo lo standard internazionale ISO 1413 utilizzando una macchina per prove d’urto a pendolo. Il meccanismo fa scattare un movimento circolare che porta il pendolo ponderato a colpire l’orologio da un metro. Se non è questo un perfetto every day watch non saprei cos’altro volere!

Se cercate di più sappiate che nella collezione Engineer Hydrocarbon, i test sono stati fatti con un pendolo che colpisce gli orologi da 1,5 m!

Per finire non possiamo certo non parlare del movimento, il BALL Calibre RR1103. 25 rubini, 38 ore di riserva di carica e 28.800 alternanze. Vi sembrano numeri già sentiti? Beh perché questo è semplicemente il nome dato all’ETA 2824-2 con il rotore, come state vedendo, personalizzato dall’azienda. A causa delle politiche di ETA in alcuni modelli si può trovare anche la versione con Sellita 200, in quel caso il numero di rubini sarà 26.

Ciao! Mi chiamo Pietro Pannone e sono un amante del mondo dell’orologeria. Ho cominciato, come tanti, guidato dalla voglia di fare e di comprare tanti segna tempo per poi arrivare oggi ad una consapevolezza personale di cosa voglio sul polso. Qualità, movimenti interessanti ma senza disdegnare i quarzi, brand con storia o anche micro brand che hanno voglia di rinnovare e innovare il mondo dell’orologeria. Questo sono io e spero che vogliate seguire i miei post e le mie condivisioni social su questo mondo che tanto amo! Da questa passione nasce quindi “Ghiera”, un piccolo magazine che vuole raccontare questo mondo.

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