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Recensioni

Orologio personalizzato Undone Paul Newman

L’orologio su misura e soprattutto fai da te è firmato come sempre Undone. Davide Cecchini, Mattia di Watch Maniac, Mat Fratini di The Watch Strategist, Pierpaolo di Undersea Time insomma tantissimi amici YouTuber han già avuto modo di parlare dei prodotti di Undone e quando ho avuto la possibilità di farlo anche io, ricevendo in regalo l’orologio che vedrete, ho cercato di pensare a cosa avrei potuto dire e fare di diverso. La prima cosa che mi è venuta in mente è quella di scegliere un modello fuori dai soliti schemi, con un movimento, il mechaquartz, diverso dall’NH35 che è invece il motore della maggior parte degli orologi del brand e poi ho deciso di parlare, non solo del modello e delle sue rifiniture, ma anche di questo particolare movimento e che differenza ha con altri movimenti cronografici al quarzo.

Ho voluto farvi vedere in questa introduzione la differenza principale tra un movimento cronografico Meca-Quartz con uno meccanico e con uno al quarzo semplice. Per quanto riguarda un cronografo al quarzo, quando si azione la parte cronografico il feeling dato dall’azione è praticamente nullo in quanto si sta semplicemente andando ad attivare un impulso elettrico e non solo. Il movimento della sfera dei secondi non è fluido ma resta sempre quello che siamo abituati a vedere su un normale quadrante al quarzo. Ultima cosa da notare è che l’azzeramento della parte cronografica non è istantaneo, ma comporta una rotazione della sfera dei secondi che va a completare il o i giri a seconda di quanto tempo il cronografo è stato attivato.

Passando invece ad un crono meccanico notate che prima di tutto l’azionamento della parte cronografica restituisce al dito di chi l’azione un certo attrito che vi fa capire che avete premuto un pulsante davvero. La sfera poi dei secondi si muove in modo fluido e l’azzeramento cronografico è istantaneo.

Sono proprio queste due ultime caratteristiche che vengono riprodotte nei movimenti cronografici Meca Quartz, e quello del mio Undone, ovvero il VK61 realizzato da Seiko, non è da meno. Quindi all’azionamento del crono abbiamo sia un feedback fisico quando premiamo il pulsante di avviamento, sia una lancetta dei secondi fluida e un azzeramento cronografico istantaneo. Questo perché, a differenza dei chrono al quarzo, il modulo cronografico è appunto meccanico e si comporta di conseguenza. Il risultato è sicuramente più piacevole per chi osserva il movimento dell’orologio ed è per questo, oltre che per un minor utilizzo della batteria che non viene utilizzata quando si utilizza il cronografo, che spesso questo movimento di casa Seiko viene utilizzato da molti microbrand che vogliono diminuire i costi nella realizzazione di un crono senza utilizzare il celeberrimo ST19.

Partiamo dalle misure e dal feedback generale sul polso dell’Undone che ho deciso di personalizzare così. Già perché, per quei pochi che non lo sapessero, il vero valore aggiunto di un orologio Undone, al di là delle limited edition che realizzano, è proprio la possibilità di customizzare il proprio orologio in tantissime parti. Partendo infatti da uno dei modelli presenti che ricordano diver moderni o vintage o, come nel mio caso, i chrono del passato, si può iniziare a fingere di essere dei designer alle prese con un proprio prodotto per modificare e abbellire il vostro segnatempo. Io ho perso il conto delle volte e delle prove che ho fatto per arrivare a questo risultato ma devo dirvi che sono soddisfatto del look, della sfera dei secondi lollipop rossa e dell’aver personalizzato il tutto col nome del canale, Ghiera, che però non sono convinto ancora se ho fatto bene a mettere vicino alla finestra data o se avrei dovuto riempire la parte sinistra dell’orologio, va beh.

Sulla personalizzazione devo dire che mi piacerebbe un domani che Undone si spingesse oltre, dando modo di customizzare la fibbia, la corona di carica, e, perché no, la possibilità di scegliere se avere o meno a ore 6 il logo Undone. E, non ultimo, avere la possibilità di scegliere tra movimenti diversi tra loro, anche per un crono sarebbe bello poterlo avere con un ST19, non trovate?

Il color panna e i contatori neri, rendono questo cronografo panda a mio parere molto affascinante (non potrei dire diversamente visto che ho scelto io il modello!) ma non è privo di qualche difetto che viene smascherato dalle macro. La stampa Ghiera non è molto netta e definita e così la spazzolatura superiore sulla lunetta dell’orologio risulta a tratti un po’ più grossolana di quanto mi aspettassi così come la scala tachimetrica nera ha piccoli punti in cui il nero non è stato messo in modo totalmente uniforme. Visto che sto parlando dei difetti, prima di addentrarmi ulteriormente nella recensione, voglio elencare l’ultimo così da procedere poi col resto senza diventare noioso. Il cinturino in simil pelle di coccodrillo che ho scelto non è molto morbido ma, per mia fortuna, ho voluto testare anche quello racing in pelle e sembrano realizzati da due aziende diverse. Se il primo è un po’ duro e poco morbido, il secondo è decisamente migliore in qualità e feedback sul polso. La rimozione rapida del cinturino, come state vedendo, è davvero semplice e vi permette di giocare con il cambio del cinturino ogni volta che volete e in qualsiasi momento della giornata. Andrebbe introdotto ormai di default su ogni cinturino tanto è la comodità e l’azzeramento del rischio di rovinare le anse nella sostituzione di un cinturino.

La cassa e la vestibilità dell’orologio sono ottimali anche se, per chi ama il look classico, si poteva forse fare qualcosa di meglio riducendo il diametro dell’orologio che così per qualcuno sarà troppo grosso con i suoi 41,8 mm di diametro, una distanza da ansa ad ansa di 48mm, e uno spessore di 13,6mm.

Come si vede sul fondello, che ho scelto di avere trasparente invece che chiuso, l’acciaio utilizzato è il 316L mentre per quanto riguarda il vetro bombato è un cristallo K1.

La resistenza all’acqua è di 3 ATM grazie ad un fondello come si poteva dedurre da un fondello e da una corona a pressione con l’incisione a laser della U di Undone.

La prova al buio è buona, soprattutto perché da un crono così non c’è da aspettarsi molto e la luminosità che viene data è discreta e si aziona già col primo crepuscolo grazie alla pasta luminescente presente. I contatori neri del quadrante hanno una lavorazione a cerchio molto molto bella e affascinante che richiama alcuni quadranti del passato.

La forma in generale della cassa è molto squadrata e così, per i più fantasiosi come il sottoscritto, le anse sembrano i carrelli di una piccola navicella spaziale pronta al decollo.

Ciao! Mi chiamo Pietro Pannone e sono un amante del mondo dell’orologeria. Ho cominciato, come tanti, guidato dalla voglia di fare e di comprare tanti segna tempo per poi arrivare oggi ad una consapevolezza personale di cosa voglio sul polso. Qualità, movimenti interessanti ma senza disdegnare i quarzi, brand con storia o anche micro brand che hanno voglia di rinnovare e innovare il mondo dell’orologeria. Questo sono io e spero che vogliate seguire i miei post e le mie condivisioni social su questo mondo che tanto amo! Da questa passione nasce quindi “Ghiera”, un piccolo magazine che vuole raccontare questo mondo.

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