Recensioni

Orient Mako III: il diver economico per tutti i giorni

Per chi di voi non la conoscesse, la The Orient Watch Company, Limited anche conosciuta come Orient è una casa produttrice di orologi da polso giapponese e rappresenta, insieme alla Citizen Watches, alla Casio e alla Seiko una delle quattro principali aziende del settore nel suo paese

L’azienda nasce nel 1901 con il nome Orient, ad opera di Shogoro Yoshida, come rivendita all’ingrosso di orologi nel centro di Tokyo. Dal 1950 l’azienda si espande e viene fondata l’attuale Orient Watches.

La casa si distingue dunque per la produzione di orologi di precisione con movimento meccanico, o meglio a carica automatica. Pur producendo meccanismi autonomamente (fatta eccezione per il movimento “Light Powered”, realizzato su concessione Citizen), la Orient Watches è stata gestita negli anni precedenti, in gran parte dalla Citizen e in piccola parte anche dalla Seiko. Oggi il 100% della proprietà è in mano al gruppo Seiko Epson, che ne cura anche la distribuzione al di fuori del mercato giapponese.

Gli orologi con movimento automatico rappresentano circa il 70% della produzione Orient, seguiti da quelli con movimento al quarzo (circa il 25%) e da quelli con movimento “Light Powered”, ossia l’equivalente del “Movimento a carica di luce” (in cui la pila viene ricaricata tramite l’esposizione alla luce) che la Citizen ha messo a disposizione per la sua “quota” investita con la Orient.

Devo dire la verità che la prima volta che ho aperto la scatola del mio Orient Mako III blu ho capito perché tanti appassionati sono così innamorati di questo orologio. Vi lascio il link in descrizione per vedere l’unboxing un po’ zoppicante e le prime impressioni che restano tutt’ora valide per me. Si tratta davvero di un orologio che nella fascia 200 euro non ha eguali e ha un rapporto qualità prezzo straordinario. Cominciamo dalle misure. La cassa misura 41.8mm ma devo dire la verità che anche sul mio polso da 16,5 non diventa assolutamente ingombrante o eccessivamente grande. Inoltre, e prima o poi farò un video al riguardo, un diver deve essere abbastanza grosso per poter permettere di leggere l’ora anche in profondità. Profondità che questo orologio offre fino a 200m ma senza purtroppo avere la certificazione ISO che lo renderebbe un orologio subaquo professionale a tutti gli effetti ma che allo stesso tempo, visto la storia produttiva di Orient, non mi fa per nulla spaventare nel farci un tuffo o una nuotata al mare anche con piccole immersioni poco profonde.

Il vetro dell’orologio è in zaffiro e questo offre una qualità maggiore rispetto ai modelli precedenti, così come gli indici e le sfere che sono davvero generosi e permettono una lettura dell’ora in qualsiasi condizione. La pasta luminescente usata per questo modello però, a mio parere, non è potente quanto ci si potrebbe aspettare da un diver. Devo altresì dire che inizia ad azionarsi subito in scarsità di luce ma al buio mi aspettavo qualche cosa di più. Da sottolineare la presenza del dot luminoso incastonato nella ghiera così da non rischiare di perderlo in urti o cadute accidentali.

In particolare la pasta utilizzata è la LumiBrite: vernice luminosa sviluppata da Seiko che presenta secondo i produttori una maggiore luminosità, lunga durata e, soprattutto, è completamente priva di sostanze radioattive.

La ghiera dell’orologio, unidirezionale e a 120 scatti, presenta delle scanalature e una lavorazione lucida che non mi fanno impazzire. Il contrasto infatti con la carrure e il bracciale satinato fanno da una parte risaltare la componente ma dall’altra, essendo l’unica componente lucida sull’orologio, lo rendono a mio avviso un po’ strano.

Tornando al quadrante le sfere e gli indici applicati sono davvero di ottima qualità, nota di colore: la sfera dei secondi con la punta rossa la adoro perché rende davvero l’orologio simpatico e perfetto per il mare.

Complice anche la presenza della complicazione giorno e data vi potrà aiutare a non dimenticare mai, anche in vacanza, che giorno è! Solo a me succede ogni tanto di dimenticarmene? Va beh.

La corona è protetta da due spallette proteggi corona poco sporgenti e a mio avviso molto eleganti. Così come la corona che è ben lavorata e presenta una lavorazione a laser con il logo riportato.

Anche il fondello, serrrato a vite, ha la stessa lavorazione al laser. Qui come sulla corona mi sarebbe piaciuto avere invece una lavorazione diversa come è possibile avere sui famosi SKX di Seiko dove il fondello è inciso.

Continuando ad esaminare l’orologio oltre al fondello si iniziano a vedere le prime pecche un po’ più grosse del modello ovvero i finali vuoti e un cinturino che, sfortunato io, è un po’ più rumoroso di quanto mi aspettassi. Le maglie sono piene con pin a pressione ma la clasp è sempre un solito lamierino lucido con la sola incisione di Orient con il logo ad impreziosirlo. Devo dire che comunque, complice anche la leggerezza dello stesso, è un orologio non troppo pesante da avere al polso e quindi perfetto per l’estate e per andare al mare in totale tranquillità.

Che movimento monta? Beh il bello di Orient è che è l’unico brand che permette di avere a questo prezzo un movimento di manifattura prodotto in house e molto ben collaudato. Si tratta in questo caso dell’Orient F6922, un movimento economico e non bellissimo alla vista, ma che offre grande solidità e affidabilità. Si tratta dello stesso movimento montato anche sul Mako II e sul Ray Raven 2.

La riserva di carica è di circa 48 ore, fermo macchina e carica manuale, tutto quello che a prima vista può servire ad un bel segnatempo.

Ciao! Mi chiamo Pietro Pannone e sono un amante del mondo dell’orologeria. Ho cominciato, come tanti, guidato dalla voglia di fare e di comprare tanti segna tempo per poi arrivare oggi ad una consapevolezza personale di cosa voglio sul polso. Qualità, movimenti interessanti ma senza disdegnare i quarzi, brand con storia o anche micro brand che hanno voglia di rinnovare e innovare il mondo dell’orologeria. Questo sono io e spero che vogliate seguire i miei post e le mie condivisioni social su questo mondo che tanto amo! Da questa passione nasce quindi “Ghiera”, un piccolo magazine che vuole raccontare questo mondo.

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